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La dolce vita |
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Durata: 178 Pellicola: b/n A catalogo:
Anno: 1960 Origine: Italia-Francia Produzione: Riama Film (Roma), Pathé Consortium Cinemà (Paris) Distribuzione: Cineriz Distribuzione VHS: Domovedeo; Mondadori; Nuova Eri; Multigram; L'Unità; De Agostini Distribuzione DVD: Medusa Visto censura: 31070 21/01/1960 |
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Giornalista di un rotocalco scandalistico, Marcello spera di poter diventare un giorno scrittore serio. Nel frattempo si trova completamente immerso nella "dolce vita" romana, tra avventure sentimentali con un'aristocratica sempre alla ricerca di emozioni nuove, il tentato suicidio di Emma - la compagna che lo opprime con la sua gelosia - e il vano corteggiare Sylvia, celebre ed esplosiva diva dello schermo che si esibisce in un sensuale bagno nella Fontana di Trevi. Poi, la falsa visione della Madonna inventata da due bambini e l'incontro con un raffinato intellettuale, Steiner: Marcello ammira la sua famiglia e quella che crede un'esistenza ideale. Ma Steiner si toglie la vita, dopo aver ucciso i figlioletti. Le vicende esistenziali di Marcello si susseguono senza sosta: il malore del vecchio padre che è venuto a trovarlo, l'abbandono di Emma. Dopo l'ennesima orgia notturna, all'alba gli stanchi e stralunati partecipanti trovano la carcassa di un mostro marino arenatosi sulla spiaggia. Vhs: Dvd: |
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Interpreti: La dolce vita Marcello Mastroianni : Marcello Rubini Walter Santesso : paparazzo Giulio Paradisi : 2° fotografo Enzo Cerusico : 3° fotografo Enzo Doria : 4° fotografo Anouk Aimée : Maddalena Cesare Miceli Picardi : signore irritato nel dancing Donatella Esparmer : signora con signore irritato Maria Pia Serafini : 2° signora con signore irritato Adriana Moneta : prostituta Anna Maria Saerno : 2° prostituta Oscar Ghiglia : 1° sfruttatore Gino Marturano : 2° sfruttatore Yvonne Fourneaux : Emma Thomas Torres : giornalista ospedale Carlo Mariotti : infermiere Leonardo Botta : medico Anita Ekberg : Sylvia Carlo Di Maggio : Totò Scalise produttore Francesco Luzi : il radiocronista Francesco Consalvo : assistente Scalise Guglielmo Leoncini : il segretario Scalise Sandy von Norman : interprete conferenza stampa Lex Barker : Robert Tiziano Cortini : operatore cinegiornale Maurizio Guelfi : giornalista conferenza stampa Adriano Celentano : cantante rock'n'roll Gondrano Trucchi : cameriere Caracallas Gio Staiano : giovane effeminato Archie Savage : ballerino negro Alan Dijon : Frankie Stout Paolo Labia : cameriere casa Maddalena Giacomo Gabrielli : il padre di Maddalena Alain Cuny : Steiner Valeria Ciangottini : Paola Alfredo Rizzo : regista TV Alex Messoyedoff : il prete del miracolo Rina Franchetti : la madre dei miracolati bugiardi Aurelio Nardi : lo zio dei miracolati bugiardi Maria Leibl : signora con Ivonne al miracolo Giovanna : bambino miracolato Massimo : bambino miracolato Reneé Longarini : la signora Steiner Iris Tree : inviato casa Steiner Leonida Rapaci : inviato casa Steiner Anna Salvatore : inviato casa Steiner Letizia Spadini Margherita Russo : inviato casa Steiner Winie Vagliani : inviato casa Steiner Desmond O'Grady : inviato casa Steiner Nello Meniconi : litigante via Veneto Massimo Busetti : pettegolo via Veneto Annibale Ninchi : il padre di Marcello Vittorio Manfrino : direttore tabarin Polidor : clown tabarin Magali Noël : Fanny Lilly Granado : Lucy Gloria Jones : Gloria Nico Otzak : ragazza sofisticata via Veneto Principe Vadim Wolkonsky : Principe Mascalchi Giulio Questi : Don Giulio Mascalchi Ida Galli : la debuttante dell'anno Mario De Grenet : il ragazzo stanco con i cani Franco Rossellini : il bel cavallerizzo Maria Marigliano : Massimilla Loretta Ramaciotti : l'invasata alla seduta Giuseppe Addobbati : dottore Paolo Fadda : vice commissario Vando Tres : commissario di zona Franco Giacobini : giornalista che telefona Giuliana Lojodice : cameriera casa Steiner Federika André : inquilina casa Steiner Giancarlo Romani : carabiniere Nadia Gray : Nadia Mino Doro : amante di Nadia Antonio Jaconi : "travesti" Carlo Musto : "2° travesti" Tito Buzzo : il bruto muscoloso Sandra Lee : la ballerina di Spoleto Jacques Sernas : il divo Leontine von Strein : l'amante divo Leo Coleman : il ballerino negro Laura Betti : l'attrice-cantante bionda, Laura Daniela Calvino : Daniela Christine Denise : la signora che mangia il pollo Riccardo Garrone : Riccardo il padrone di casa Decimo Cristiani Umberto Orsini Sandra Tesi Renato Mambor Mario Conocchia Enrico Glori Lucia Vasilicò Franca Pasutt Cast tecnico: Sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano Regia: Federico Fellini Soggetto: Federico Fellini Sceneggiatura: Tullio Pinelli, con la collaborazione di Brunello Rondi Soggetto: Tullio Pinelli, Ennio Flaiano (da un'idea di Federico Fellini, Tullio Pinelli, Ennio Flaiano) Fotografia (Totalscope): Otello Martelli Operatore: Arturo Zavattini Aiuto operatore: Ennio Guarnieri Musica: Nino Rota Direttore d'orchestra: Franco Ferrara Cantanti: I "Campinino" e Adriano Celentano Scenografia e costumi: Piero Gherardi Aiuto scenografia: Giorgio Giovannini, Lucia Mirisola, Vito Anzalone Trucco: Otello Fava Montaggio: Leo Catozzo Assistente al montaggio: Adriana Olasio, Wanda Olasio Aiuto regia: Guidarino Guidi, Paolo Nuzzi, Dominique Delouche Assistente alla regia: Giancarlo Romani, Gianfranco Mingozzi, Lilli Veenman Collaborazione artistica: Brunello Rondi Suono: Agostino Moretti Acconciature: Renata Magnanti Produttore: Giuseppe Amato Produttore esecutivo: Franco Magli Segretaria di edizione: Isa Mari Direttore di produzione: Manlio M. Moretti, Nello Meniconi Ispettore di produzione: Alessandro von Normann Segretario di produzione: Mario Basile, Mario De Biase, Osvaldo De Micheli Critiche:Morando Morandini: ("Schermi", a. III, n. 20, gennaio-febbraio 1960) Crudeltà d'analisi, partecipazione di sentimenti, impeto visionario si accavallano e si confondono in questo terribile e affascinante polittico su una moderna Babilonia [...] Il fatto che egli esprima i suoi giudizi e le sue condanne con una profonda partecipazione all'umanità dei suoi personaggi - anche dei più abbietti - e che, cioè, mettendosi al loro posto scopra le loro ragioni che poi sono le proprie è un altro segno della vitalità, della forza e della pietà che il suo film possiede in alto grado. Gian Luigi Rondi: ("Il Tempo", 5 febbraio 1960) Il film - uno dei film più terribili, più alti, e a modo suo più tragici che ci sia accaduto di vedere su uno schermo - è la sagra di tutte le falsità, le mistificazioni, le corruzioni della nostra epoca, è il ritratto funebre di una società in apparenza ancora giovane e sana che, come nei dipinti medioevali, balla con la Morte e non la vede, è la "commedia umana" di una crisi che, come nei disegni di Goya o nei racconti di Kafka, sta mutando gli uomini in "mostri" senza che gli uomini facciano in tempo ad accorgersene [...] Polemica, simbolo, allegoria, atto d'accusa? Niente di tutto questo. Fellini si è volutamente tenuto lontano dall'opera "a tesi", ha evitato rigorosamente le intonazioni programmatiche, retoriche, moralistiche e ha preferito descrivere ai contemporanei i "mostri" di oggi [...] E lo ha fatto con una potenza drammatica, un impeto, una novità di linguaggio che, nonostante le riserve per la debolezza di taluni episodi (quando troppo insistiti, quando troppo scoperti o sgradevoli), iscrivono certamente il suo film tra le più "moderne" opere dell'arte del cinema. René Cortade: ("Arts", 18 mai 1960) Raramente le possibilità molteplici di cui dispone il cinema (immagini, dialoghi, musica, recitazione degli attori, montaggio, angolo di ripresa, profondità o ampiezza di campo) sono state associate in modo più felice e più completo, utilizzate con maggior forza [...] Ma, al tempo stesso, questa perfezione tecnica, non vuole imporsi, non è quella di un virtuoso [...] Il cinema più puro, più audace è [nella Dolce vita] al servizio di una delle visioni più profonde, più originali del nostro tempo. Le due grandi tendenze della scuola italiana, la tendenza a togliere il cinema dal romanzo di Zavattini e la tendenza a esprimere - con una ricerca tesa sempre più verso la verità - l'al di là del presente vissuto di Rossellini, si sono riunite. Premi: 1961 Nastro d'argento per miglior attore (Marcello Mastroianni), miglior soggetto originale (Federico Fellini, Ennio Flaiano e Tullio Pinelli), miglior scenografia (Piero Gherardi) 1959-1960 David di Donatello per miglior regia (Federico Fellini) 1960 Festival de Cannes: Palma d'oro per miglior film 1961 Nomination Oscar per miglior regia (Federico Fellini), miglior soggetto e sceneggiatura originali (Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli e Brunello Rondi) 1960 Nomination BAFTA (British Academy of Film and Television Arts Awards) per il miglior film Curiosità: “Avevo stabilito che il personaggio di Nadia avrebbe indossato reggiseno e mutandine bianche sotto il vestito scuro. Pensavo che il contrasto sarebbe stato sensazionale e molto sexy, ma Nadia Gray, l’attrice, rifiutò. Mi disse che nessuna donna che sapeva qualcosa di vestiti avrebbe mai pensato di indossare reggiseno e mutandine bianchi sotto un abito scuro. Si sarebbero intravisti. E lei non si sarebbe sentita a suo agio nel togliersi un abito scuro rivelando una biancheria intima bianca. Disse che non poteva farlo. Era una cosa assolutamente contraria al personaggio. Fu così convincente che le credetti. Mi persuase. Accettammo il reggiseno e le mutandine neri”.
(Charlotte Chandler, Io, Federico Fellini, Mondadori, Milano, 1995, pp. 160-161) |
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