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Giulietta degli spiriti |
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Durata: 120 Pellicola: colore A catalogo:
Anno: 1965 Origine: Italia-Francia Produzione: Federiz (Roma), Francoriz (Paris) Distribuzione: Cineriz Distribuzione VHS: Domovideo; Mondadori; Multigram; De Agostini Distribuzione DVD: Medusa Visto censura: 45733 23/09/1965 |
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Nella sua bella villa di Fregene, una ricca signora borghese, Giulietta, trascorre l'estate. In occasione dell'anniversario del suo matrimonio con Giorgio, viene organizzata una festa durante la quale si svolge una seduta spiritica. Si evocano fantasmi erotici e scurrili, e le offese di uno di questi, assieme al dubbio che Giorgio la tradisca, mettono in crisi di identità Giulietta. Non ha nessuno con cui confidarsi: è sola con le sue contraddizioni, tra il perbenismo bigotto e la tentazione di vivere senza inibizioni. Una vicina di casa, Susy, l'invita nella sua villa: qui Giulietta può finalmente lasciarsi andare, visto che ha avuto le prove del tradimento del marito. Ma i sensi di colpa la fanno fuggire, e visioni contrapposte quasi sconvolgono la sua mente. Con l'aiuto di una psicoanalista riesce a reagire: affronta una vera e propria battaglia con i suoi condizionamenti, le tentazioni, i fantasmi. Alla fine, vittoriosa e in abito bianco, va incontro al vento che impetuoso soffia dal mare. Vhs: Dvd: |
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Interpreti: Giulietta degli spiriti Giulietta Masina : Giulietta Boldrini Mario Pisu : Giorgio suo marito Sandra Milo : Susy, Iris, Fanny Valentina Cortese : Valentina Caterina Boratto : la madre di Giulietta Lou Gilbert : il nonno di Giulietta Sylva Koscina : Sylva sorella di Giulietta Luisa della Noce : Adele altra sorella di Giulietta Josè De Villalonga : Josè il cavaliere romantico Valeska Gert : Nhishma la veggente Silvana Jachino : Dolores Fred Williams : principe arabo Milena Vukotic : domestica di Giulietta Genius : Genius il medium pederasta Dany Paris : l'amica disperata di Susy Alberto Plebani : "Occhio di lince" il detective del sogno Yvonne Casadei : cameriera della corte di Susy Mario Canocchia : l'avvocato di famiglia Cesarino Miceli Picardi : amico di Giorgio Felice Fulchignoni : Dott. Raffaele Lia Pistis : amica della spiaggia Alba Cancellieri : Giulietta bambina Cast tecnico: Regia: Federico Fellini Soggetto: Federico Fellini, Tullio Pinelli, da un'idea di Federico Fellini Sceneggiatura: Federico Fellini, Tullio Pinelli, Ennio Flaiano, Brunello Rondi Fotografia (Technicolor): Gianni Di Venanzo Operatore: Pasquale De Santis Musica: Nino Rota Direttore d'orchestra: Carlo Savina Scenografia e costumi: Piero Gherardi Aiuto scenografia: Luciano Riccieri, E. Benazzi Taglietti, Giantito Burchiellaro Aiuto costumi: Bruna Parmesan, Alda Marussig Montaggio: Ruggero Mastroianni Arredamento: Franco Cuppini Aiuto regia: Francesco Aluigi, Liliana Berti, Rosalba Zavoli Suono: Mario Faraoni, Mario Morici Segretario di edizione: Eschilo Tarquini Trucco: Otello Fava, Eligio Trani Acconciature: Renata Magnanti, Marisa Fraticelli Assistente al montaggio: Adriana Olasio Produttore: Angelo Rizzoli Direttore di produzione: Mario Basili, Alessandro von Norman Organizzazione generale: Clemente Fracassi Ispettore di produzione: Walter Benelli Segretario di produzione: Renato Fié, Ennio Onorati Critiche:Morando Morandini: ("L'Osservatore Politico Letterario", Milano, 12 dicembre 1965) Paradossalmente si potrebbe sostenere che Giulietta degli spiriti è un film da sfogliare più che da vedere; il modo migliore di assaporarlo sarebbe quello di ridurlo a un migliaio di inquadrature, e poi esaminarle, a una a una, come si fa con un album [...] Viene il sospetto che Fellini sia stato condizionato - e frenato - dal colore, non soltanto da Giulietta. Leo Pestelli: ("La Stampa", 29 ottobre 1965) Quello che poteva anche essere un racconto scarno, per linee interne, diventa nelle mani di Fellini una fantasmagoria di forme e di colori oggettivanti i pensieri, i ricordi, i sogni e le visioni del personaggio; il quale personaggio non è ben certo che sia sempre quello della signora Giulietta e non diventi per lunghi tratti quello del regista prevaricatore. Un altro cospicuo saggio, dunque, della tumultuaria, barocca immaginazione felliniana, e insieme della sua splendida facoltà di ordinare il mondo in visione cinematografica, qui arricchita dall'uso del colore, da lui trattato si può dire per la prima volta e con effetti sorprendenti. Ma anche un film di sosta, che assommando vari motivi del regista (da Lo sceicco bianco a Otto e mezzo), non li trascende e lascia immutata, e per ciò stesso un po' stanca, la prospettiva dell'artista. Gordon Gow: ("Films and Filming", april 1966) Le risorse tipiche del film sono: una macchina da presa frenetica, immagini incalzanti unite a un eccezionale dominio della luce e del colore. Questo è cinema da maestro, non solo in rapporto all'opera immediatamente precedente di Fellini, Otto e mezzo, ma si colloca vicino al Citizen Kane di Welles e al Marienbad di Resnais. Si muove liberamente e significativamente nel tempo e nello spazio, nell'immaginazione e nella memoria. Premi: 1965
Nastro d'argento per miglior attrice non protagonista (Sandra Milo), miglior fotografia a colori (Gianni Di Venanzo), miglior scenografia (Piero Gherardi), migliori costumi (Piero Gherardi) 1965-1966 David di Donatello per miglior attrice (Giulietta Masina) |
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