Amarcord Ricerche
Amarcord Ricerche raccoglie saggi critici e approfondimenti a cura della Fondazione Fellini.
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Amarcord Ricerche, 5 - Cine\Poesia
Andrea Zanzotto ci ha lasciato. Ci restano i suoi versi, tra i migliori della poesia italiana e veneta del 900. Molti lucidissimi saggi, v. Scritti sulla Letteratura, Mondadori, Milano, 2001, e un recentissimo libro, Il Cinema brucia e illumina, a cura di L. De Giusti, Marsilio, Venezia, 2011, che raccoglie poesie, recensioni, articoli, note, pagine inedite, lettere, trascrizioni di interventi, interviste che hanno sguardo e riguardo al cinema. Alcuni di questi testi sono destinati a registi come Pier Paolo Pasolini, Robert Bresson e Nelo Risi, ma la maggior parte vengono dedicati a Fellini, secondo il sottotitolo della raccolta, “Intorno a Fellini e altri rari”. Zanzotto era tornato in più occasioni sulla collaborazione “poetica” con il grande regista riminese: da ultimo in una conversazione con Marzio Breda, In questo progresso scorsoio.
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Amarcord Ricerche, 4 - Cimelio, semioforo, valsente
Perché non raccontare le straordinarie avventure del cappello al cinema come si proponeva S. M. Eisenstein per il Cappotto di Gogol? Perché è arduo: i cappelli non sono solo copricapi ma accessori di scenografia, figure dell’iconologia filmica, lessico di motivi, segnali di genere, e circolano tra il mondi della finzione cinematografica e della vita quotidiana.
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Amarcord Ricerche, 3 - Pinocchio e la Balena femmina: una variante riminese
Nella prima sceneggiatura del Casanova di Fellini, la scena 38 prevedeva «Baracconi e balena. Esternointerno notte». «Una balena imbalsamata, spaventosa» con «due scalette che permettono di visitare l’interno e di uscire». L’imbonitore, che invita all’ingresso, la nomina “Regina delle balene” e conclude l’annuncio con «mangia bambino, che poi sarai mangiato». Giacomo Casanova, una volta entrato, assiste alle proiezioni di una lanterna magica.
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Amarcord Ricerche, 2 - Segnacci di sogno
In una lettera a Federico Fellini, l’11-6-86, Tullio Pinelli, coautore di tanti progetti, trattamenti e sceneggiature, richiamava i romanzi di T. Mann su Giacobbe e Giuseppe. Per un possibile soggetto narrativo, suggeriva la figura di Giuseppe, che nell’opera di Mann è detto il “Sognatore di Sogni”. Pinelli sapeva a chi stava scrivendo: per Fellini infatti fare film era come vivere i sogni, passando con «convulsa lucidità» dal trattamento notturno della vita vigile a quello diurno delle attività oniriche.
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Amarcord Ricerche, 1 - Introduzione alla mia Rimini
«Io ero Ulisse stavo un poco in disparte e guardavo lontano». Federico Fellini ricorda così la sua collocazione immaginaria in un liceo classicamente diviso tra Greci e Troiani. Un’indicazione, tra le tante, del rapporto con la sua città, piccola Itaca da cui è partito e a cui ha fatto definitivo ritorno. Come sanno i filologi fellinisti e gli immaginosi felliniani, il grande regista non ha mai girato direttamente a Rimini e il nome della città non vi è mai pronunciato, neppure ne I vitelloni.

